Messaggi pubblicati in data 07/03/2016


(Mi hanno richiesto un estratto delle recensioni di Strade Bianche e, già che era fatto, lo copio qui in calce).


"Il delicato intimismo delle situazioni private e l'istintiva follia giocosa dei tre compagni di avventura, rendono il romanzo bello e intenso, profumato di sincerità." Sergio Pent (Tuttolibri)

"Raffinato come un film di Tarkovskij." Alcide Pierantozzi (Rolling Stone)

"Remmert riesce a calibrare alla perfezione i toni, gli stili, i piani." Errico Buonanno (Il Riformista)

"Un road movie dell'anima." (Flair)

"Remmert torna felicemente con un road-trip dei desideri, servito da una scrittura corale e armoniosa come una melodia." Carlotta Vissani" (D La Repubblica)

"Un racconto on the road attraverso le "strade bianche" provinciali italiane, che sin dal titolo echeggia le secondarie "strade blu" americane. Ed è come se fossimo all'improvviso in California in una di quelle grandi storie di formazione narrate Oltreoceano dove arrivi in fondo e non sei più lo stesso. Che poi è la funzione di ogni romanzo degno di questo nome." Antonella Fiori (L'Espresso)

"Un libro che non si può non amare." Francesco Forlani (Nazione Indiana)

"Strade Bianche restituisce al lettore tutti i pregi ammirati nelle precedenti opere di Remmert: la sua fantasia scatenata e felice, il suo talento per i dialoghi, il superbo controllo della trama. In più - un'aggiunta non da poco - il nuovo romanzo s'arricchisce di uno sguardo in cui la sottile malinconia remmertiana, divenuta più matura e sfaccettata, colpisce nel profondo." Teo Lorini (Blow Up)

"Un romanzo di un'intensità assurda." Gian Paolo Serino (Manstyle)

"Il romanzo più bello che abbia letto nell'ultimo anno si chiama Strade bianche e l'ha scritto Enrico Remmert." Giuliano Pavone (libri consigliati.it)

"Un viaggio che diventa subito una sorta di verifica di esistenza." Giovanni Tesio (Torino Sette)

"Un romanzo fresco e malinconico. Oltre che nella gestione della trama, nella tensione narrativa che tiene per le oltre duecento pagine, Remmert è bravissimo anche nel mutare continuamente i registri di scrittura, adattandoli di volta in volta a ciascun componente del trittico." Luca Beatrice (Il Giornale)

"Il libro di Remmert è una ventata d'aria fresca." Francesca Spadiliero (Wuz)

"La scelta di impostare il romanzo come un coro di voci che si esprimono a turno è felice e permette di affezionarsi con forza ai protagonisti." (Satisfiction)

"Il terzo romanzo di Enrico Remmert, Strade bianche, è un colpo di biliardo che mette in buca la narrativa intontita e sbottonata da lustrini e premi."Alen Loreti (Stilos)

"La vera forza di Strade bianche sta nella levità, nell'innocenza di uno sguardo capace di raccontare e mettere in scena il disorientamento generale che affligge il mondo di oggi, con una fermezza e una partecipazione che colpiscono." Silvio Bernelli (ilprimoamore)

"Un'opera piacevolissima che mescola con abilità toni ironici e malinconia, vivacità dei dialoghi e considerazioni profonde sulla vita." Anna Folli (Gazzetta di Parma)

"Remmert ha stile. Esercita un controllo totale sulla propria scrittura portandola ad un livello di asciuttezza pressoché perfetto. Ma non disdegna le impennate improvvise, lasciando spazio a invenzioni linguistiche tutt'altro che convenzionali." Giovanni Cocco (born to write)

"Strade bianche è un bel libro, innovativo nel panorama italiano, un romanzo che trasmette al lettore sensazioni, emozioni e riflessioni profonde." Giuseppe Petralia (kultvirtualpress)

"Remmert si conferma un grande narratore." (Agoramagazine)

"Strade bianche è una frizzante riflessione sul cambiamento, sul tradimento, sulle relazioni." Gianluca Veltri (Il Mucchio)

"Il nuovo romanzo di Remmert è un piatto ricco in cui ficcarsi." Francesca Fimiani (Extratorino)

"Strade bianche è quasi un giro del mondo." (Imago 2.0)

"Lungo le statali di un'Italia invernale, si sviluppa così una vicenda picaresca e dai toni surreali, in cui il viaggio diventa, al tempo stesso, strumento di ricerca e momento di smarrimento." Martino De Mori (Panorama)

"Un romanzo allo stesso tempo picaresco e intimo, con avventure che sanno essere anche surreali, comiche e a tratti poetiche." Gianni Biondillo (Cooperazione)

"Un rocambolesco e visionario viaggio sentimentale a ritroso nell'anima." Domenico Mungo (Rumore)

"È sicuramente il miglior romanzo di Remmert. Non che gli altri non fossero riusciti, è che qui l'autore ha posto l'asticella più in alto sotto tutti gli aspetti: la trama, la caratterizzazione dei personaggi, la scrittura." Ernesto Aloia (anobii)

"La forza del libro consiste in una sorta di sapiente anatomia intima dei personaggi e nella resa psicologica che a essa segue, lungo le strade di un bel paese la cui bellezza solo a tratti lampeggia nelle pagine e verso un Sud che coincide piuttosto con il fondale di tre diverse anime." Daniele Santero (L'Indice dei libri)

"Dopo un lungo periodo di silenzio Enrico Remmert torna felicemente con un romanzo armonioso, corale, intenso, un romanzo che ci spinge al viaggio, al sogno, alla ricerca della giusta traiettoria da percorrere per vivere la nostra vita." Serena Adesso (scrittoriprecari)

"Questo picaresco romanzo mi ha sorpreso di primo acchito. Mi è piaciuto di seconda mandata e una notte ho sognato le parole di Enrico Remmert e l'ho riletto. Non è per nulla scontato. Non plasma le idee, anzi, le fortifica e regala intensi attimi di riflessione postuma." (fefole6.wordpress.com)

"C'è molto paesaggio italiano descritto magnificamente nelle pagine di "Strade bianche", ma c'è anche molto di tre caratteri completamente diversi tra loro. C'è un perdente che non si sente sconfitto (Vittorio), c'è chi vede vacillare le proprie certezze (Francesca) e c'è chi non ha proprio più nulla da perdere (Manu). Poi c'è un autore che riesce a miscelare il tutto con l'avvincente capacità di far stare anche noi in quella Punto, in viaggio sulle strade bianche." Stefano Paolo Giussani (orso.it)

"Questo di Enrico Remmert è un libro che sembra scritto in stato di grazia, con la lucidità del freddo invernale." Noemi (Indieriviera)

"Strade bianche, questa appassionante fuga in cui si alternano momenti di azione e divertimento ad altri più rarefatti, conferma il talento di Enrico Remmert. La sua abilità nel renderci tre voci diverse e tre diverse esistenze, accomunate dalla necessità di cominciare a vederci chiaro in questo casino che è stata la nostra vita imprigionata in un'eterna adolescenza, la sua ironia, la sua sapiente sveltezza nel tratteggio dei sentimenti, convergono dritte al cuore di un'intera generazione, e non solo." Angelo Orlando Meloni (Siracusa News)

"Carriere fallite, amori da buttare, pomiciate colpevoli, cubiste dotate di doppi pedali, dj incazzosi dal nome improbabile (Ivan Unz, e poi ad lib. direi io), madri in scala 1:1, fanciulle che pregano imbottite di mdma, test di gravidanza che parlano, soavi dobermann dal nome Günther, violoncelli che paventano il freddo, filologia muraria, note funebri, parodie del grande Lebowski, quadri di Keith Haring trafugati, osterie del capitano Achab, salite in retromarcia e chi più ne ha più ne ammetta, di peccati e di vizi: ecco il succo di questo romanzo mobile, fresco, avventuroso." Marco Rossari

"Finalmente l'Italia, quella vera." (Sugo)

Un romanzo alla ricerca di altro che non sia l'ovvio, che utilizza strumenti preziosi per suonare una melodia inedita. (sito OPEN ARS)

"Enrico Remmert, al suo terzo romanzo, riesce a raccontare se stesso e il mondo come l'anima che fugge per ritrovarsi in un circolo che tende all'infinito senza mai risolversi. E così, sdoganando quella retorica tanto cara alla metafora viaggio-esistenza, Remmert rivela la dicotomia drammatica tra fato e volontà con una raffinatezza mai scontata e si conferma uno degli scrittori più interessanti e maturi del panorama italiano contemporaneo." Chiara Todeschini (Milano Cultura)





Messaggi pubblicati in data 05/12/2014


Un anno fa l'edizione francese di "Strade Bianche" ha vinto il Prix Jean Monnet al Festival delle Letterature Europee di Cognac. In finale il libro ha battuto la meravigliosamente meravigliosa scrittrice islandese Audur Ava Olafsdottir e François Garde, Premio Goncourt 2012. In Francia il libro aveva già ricevuto un'accoglienza entusiasta da parte della critica (tra cui una splendida recensione di Le Monde); in Francia il libro è uscito sia in brossura che in tascabile; in Francia mi hanno invitato a parlarne in tv su France 2; in Francia di qui, in Francia di là, in Francia di su e suppergiù e chissenefrega. In Italia meno clamore ma ieri mi è arrivata una mail di una personcina molto ammodo, praticamente la persona che più stimo del nostro mondo editoriale, che mi scriveva scusandosi del colpevole ritardo con cui aveva letto il libro e facendomi un sacco di complimenti. E volete sapere perché aveva finalmente letto "Strade bianche"? Su consiglio di un'amica. Francese.


Messaggi pubblicati in data 06/02/2010



































E' uscito questo meraviglioso volume con l'artista - e amica - Maura Banfo. Miei i testi, sue le incisioni (ceremolli e puntasecche). Una cinquantina di copie numerate. Prezzo proibitivo (ma pensate quanto varrà nel 2856). Edizioni Canopo, Prato.


Messaggi pubblicati in data 08/12/2009


Sabato 5 dicembre 2009, nella serata conclusiva della IX edizione del Festival del Cinema Indipendente di Foggia, sono stati assegnati due premi ad Aspettando il sole:

- Premio per la migliore sceneggiatura ad "Aspettando il sole" di Ago Panini, scritto dallo stesso regista, insieme ad Enrico Remmert e Gero Giglio, "per una scrittura fatta attraverso l'intreccio di episodi e personaggi con immagini, suoni e sensazioni che creano una storia unica ed interessante".

- Premio della Critica, assegnato ad "Aspettando il sole" di Ago Panini, "per l'impeto visivo con cui narra nell'arco di una notte i drammi di una varia umanità, coniugando sul filo del grottesco la tradizione della commedia italiana".


Messaggi pubblicati in data 04/11/2009



































20 scrittori raccontano 20 musei italiani di arte contemporanea. Fra gli altri: Tiziano Scarpa, Paolo Nori, Gianni Biondillo, Tommaso Pincio, Aldo Nove, Marco Vichi, Giuseppe Culicchia, etc. Io scrivo della GAM di Torino.





ATTENZIONE: siccome lo spettacolo, dalla data della prima (il 23 ottobre) ad oggi, ha sempre registrato il tutto esaurito, ¨¨ stato prorogato di una settimana e sar¨¤ in scena fino al 12 novembre!

QUI DI SEGUITO UNA NOTA SULLO SPETTACOLO

Il Teatro della Tosse di Genova inaugura la stagione 2009/2010 con lo spettacolo ¡°2984¡å di Emanuele Conte in Prima Nazionale tratto dal libro ¡®1984¡ä di George Orwell in scena da venerd¨¬ 23 ottobre a sabato 7 novembre. ¡°2984¡å ¨¨ una coproduzione tra il Teatro della Tosse e il Festival della Scienza, che da diversi anni collaborano insieme con crescente successo. Il testo di¡±2984¡å ¨¨ di Enrico Remmert e Luca Ragagnin.

Lo spettacolo celebra il 60¡ã anniversario della pubblicazione del libro dello scrittore inglese. Come Orwell scrive il suo libro nel 1948 e inverte le ultime cifre della data per raccontare un futuro prossimo pericoloso e inquietante, cos¨¬ nello spettacolo il numero 1 del titolo diventa un 2. Il protagonista Winston Smith vive in un mondo dominato dai ministeri dell¡¯Amore, dell¡¯Abbondanza, della Verit¨¤ e della Pace, e per le strade risuonano gli slogan ¡®La Guerra ¨¨ Pace¡¯, ¡®La libert¨¤ ¨¨ schiavit¨´¡¯, ¡®L¡¯ignoranza ¨¨ forza¡¯. Tutto ci ricorda sinistramente il nostro tempo e il continuo ricorso alla Paura e alla Propaganda per limitare sempre pi¨´ la libert¨¤ di scelta.

Si tratta di un lavoro dal forte impianto scenico, che si inserisce nella tradizione degli spettacoli della Tosse famosi per la potenza del loro impatto visivo. La scena si presenta come un luogo al di fuori del tempo e dello spazio circondato da telecamere, monitor, video e obiettivi. Non ¨¨ solo la tecnologia la protagonista di questo futuro angosciante: alcuni animali imbalsamati osservano il pubblico con inquietante immobilit¨¤. Le immagini e i suoni si inseguono senza soluzione di continuit¨¤ creando un effetto disorientante e spiazzante per il pubblico. In totale sono stati utilizzati 22 televisori, 7 telecamere e webcam, pi¨´ di cento filmati per un totale di circa 350 minuti di girato, e inoltre sono 1200 le ore impiegate per trasformare il Teatro della Tosse nella Londra orwelliana di ¡®1984¡ä. Una messa in scena suggestiva che colpisce al cervello e allo stomaco gli spettatori rendendo loro stessi protagonisti della storia.

Andrea Di Casa e Marina Remi interpretano con intensit¨¤ la ¡°ribelle¡± storia
d¡¯amore tra Winston e Julia mentre Enrico Campanati presta il volto
all¡¯ambiguo O¡¯Brian. Il ruolo di Goldstein, capo del movimento contro il Grande Fratello ¨¨ affidato a Enrico Ghezzi, che compare solo negli schermi che affollano la scena. Ghezzi, uno dei pi¨´ famosi critici cinematografici italiani, ¨¨ il padre di ¡®Blob¡¯, che da anni gioca con il linguaggio televisivo manipolando e trasformando le immagini della quotidianit¨¤ in materiale originale, ironico e provocatorio. Un Goldstein contemporaneo, che trasforma la verit¨¤ del tubo catodico in falsit¨¤ e viceversa utilizzando il linguaggio e la tecnica dello strumento televisivo.

Il testo di Remmert e Ragagnin ¨¨ fedele al libro di Orwell e la regia di Emanuele Conte restituisce la stessa coinvolgente forza delle pagine del libro mantenendo il clima claustrofobico e di smarrimento provati dai lettori di tutto il mondo. Un testo che pone l¡¯accento su uno dei temi pi¨´ penetranti e moderni sollevati da George Orwell: la neolingua e il bipensiero, ovvero la capacit¨¤ di limitare l¡¯importanza delle parole svuotandole del proprio significato. Chi controlla il linguaggio detta le regole di comunicazione e riesce ad assoggettare le menti e plasmare il tempo rendendolo funzionale alle sue esigenze. Secondo Orwell, infatti chi controlla il passato controlla il futuro¡­ Chi controlla il presente controlla il passato.
Il pubblico comincer¨¤ insieme a Smith il percorso Apprendimento, Comprensione e Accettazione che il regime infligge ai soggetti ribelli, e alla fine anche loro si ritroveranno come il protagonista a pensare ¡°quasi inconsciamente 2+2=5¡± . ¡°2984¡å tiene conto dei molteplici piani di lettura del romanzo ancora attualissimo e aggiunge nuovi spunti derivati dall¡¯analisi della realt¨¤ circostante come l¡¯uso delle tecnologie moderne per una propaganda politica aggressiva o per il controllo personale sempre pi¨´ invasivo oppure l¡¯analisi del linguaggio, la sua trasformazione e manipolazione per costringere la parola ad aderire al pensiero di massa precostituito. Alla denuncia di tutti i totalitarismi, messaggio costante dell¡¯opera orwelliana, si aggiunge qui un¡¯analisi del mondo occidentale moderno; infatti il linguaggio, la tecnologia, la propaganda e il continuo ricorso alla Paura del nostro tempo ricordano gli slogan (La Guerra ¨¨ Pace, La libert¨¤ ¨¨ schiavit¨´, L¡¯ignoranza ¨¨ forza) e i ministeri (dell¡¯Amore, dell¡¯Abbondanza, della Verit¨¤ e della Pace) che dominano la vita di Winston Smith, protagonista e simbolo di un¡¯umanit¨¤ sempre pi¨´ fragile, perch¨¦ privata delle proprie differenze e del libero arbitrio. Lo spettacolo ¨¨ la parabola apocalittica di problematiche purtroppo attuali: il totalitarismo, la falsificazione della realt¨¤ indotta dai media, la corruzione del linguaggio, la perdita della memoria storica e l¡¯annullamento dell¡¯identit¨¤ individuale. Per la particolarit¨¤ dello spettacolo il numero di posti per ¡°2984¡å ¨¨ limitato. Gi¨¤ in prevendita alcune date sono quasi esaurite. Si consiglia la prenotazione.
¡°Uno spazio neutro nero nudo, non ¨¨ un teatro ¨C non ci sono poltrone n¨¦ palcoscenico ¨C si tratta di un tubo chiuso che si snoda nell¡¯intestino delle nostre paure. Ecco, siamo nel tubo catodico del grande fratello, quello vero! Intorno ci sono presenze inquietanti, animali impagliati, pareti oppressive che annebbiano anche la nostra fantasia, noi, pubblico o attori non importa, non riusciamo pi¨´ immaginare, non sappiamo quasi pensare, sembra reale solo quello che ci restituiscono i televisori ingabbiati che sono dappertutto. L¨¬, anzi qui, tutto ¨¨ felicit¨¤, sorrisi rassicuranti montati su bocche rosso Ferrari. Finch¨¦ il televisore ¨¨ acceso naturalmente. E se si spegnesse? Il buio ci mangerebbe? La paura ci corroderebbe dall¡¯interno? Oppure semplicemente ¡­ ma tanto non ¨¨ possibile spegnere questo mondo perfetto, e poi perch¨¦ farlo?¡±
Emanuele Conte

¡°Un numero, una data, un tempo. 2984. In un futuro gi¨¤ avvenuto e che urla nel presente, la societ¨¤ degli umani prova a vivere un¡¯esistenza di minima dignit¨¤ etica e sentimentale, dentro un tempo senza tempo e in uno Stato che ¨¨ tutti i luoghi, l¨¤ dove il respiro ¨¨ eversione e la verit¨¤ collettiva un mare color piombo in cui ogni onda si disfa e si riforma senza tregua, inghiottendo le memorie. E gli annegati sorridono, felici e riconoscenti.¡±
Enrico Remmert e Luca Ragagnin




Messaggi pubblicati in data 12/10/2009


Spettacolo di apretura della stagione

TEATRO DELLA TOSSE di Genova
sala Dino Campana
dal: 23/10/2009 al 07/11/2009

2984

Tratto da 1984 di George Orwell
di Enrico Remmert, Luca Ragagnin
regia Emanuele Conte
impianto scenico Davide Sorlini
luci di Cristian Zucaro
assistente alla regia Gianni Masella
regia video Luca Riccio
video art Gregorio Giannotta
tecnico audio - luci Tiziano Scali
attrezzeria Renza Tarantino
collaborano al progetto Amedeo Romeo e Bruno Cereseto
con: Carla Buttarazzi, Enrico Campanati, Bruno Cereseto, Alessandro Damerini, Andrea Di Casa, Luca Ferri, Gianni Masella, Sara Nomellini, Marina Remi


Messaggi pubblicati in data 15/09/2009


"Aspettando il sole" ha preso qualche premio: Premio Miglior Attore (Giuseppe Cederna) al Festival del Cinema di Annecy, Premio Miglior Film all'Est Film Festival, Premio Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Fotografia al Strasbourg International Film Festival. Siam contenti (lo trovate in noleggio e, a breve, su Sky).




Messaggi pubblicati in data 06/07/2009


Gentilissimi adepti,
non riesco a caricare le copertine ma, in questa prima parte del 2009, sono uscite alcune antologie dove potete trovare mie tracce.
Partiamo da "Lezioni di volo", antologia per il Biennio edita da Paravia/Bruno Mondadori, che comprende un libro di letture con racconti di Calvino, Levi, Pirandello, Rodari, Pontiggia, ma, incredibilmente, anche tre racconti di autori italiani semi-giovani, e nella fattispecie Tiziano Scarpa, Francesco Piccolo e il sottoscritto me medesimo Enrico Remmert.
Ho sempre pensato che sarei finito sui libri di scuola (dalla vita mi aspetto ogni cosa) e infatti...
Scherzi a parte, son rimasto piuttosto colpito dalla cosa. La parola giusta è: commosso.
Altre due novità editoriali comprendono ciascuna, fra gli altri, un racconto di tema enologico, scritto a due mani con quel geniaccio di Luca Ragagnin (a proposito: il suo "Un amore supremo", uscito da Instar è di una bellezza mozzafiato): si tratta de "I giorni del vino e delle rose" edito dalla piccola ETS e "Oh quant'è bella l'uva fogarina" edito da Slowfood (guardate qui SLOWFOOD)
Un'altra novità è nel mondo dei fumetti: Buenavista ha pubblicato un'edizione speciale del fumetto di Faraci e Cavazzano ispirata a "Novecento" di Baricco. Cosa c'entro io? Pochissimo, ma ho curato una serie dei testi all'interno del volume.
Infine, per Instar, è uscita un'antologia di interviste effettuate lo scorso anno al Salone del Libro e, tra queste, c'è la mia a Etgar Keret. Il libro si intitola "Ci salverà la bellezza" e lo trovate qui: INSTAR.
Cosa sto facendo adesso?
E' presto detto:
a) Sto dando le ultime limate al mio terzo romanzo (più che scriverlo, lo medito)
b) Sto preparando una cosa interessante (sempre con Luca) per il Teatro della Tosse di Genova. Ma per ora: top secret.
c) Sto facendo un sacco di cose per campare, ma non credo vi interessino.
baci bacini

er









Messaggi pubblicati in data 12/05/2009


Prima news: sto facendo rifare questo sito, visto che è aggiornato al 2006...
Seconda news: sto finendo il mio terzo romanzo. Contando che a) ho iniziato a pensare al primo (Rossenotti) nel 1991; b) che ho pubblicato il secondo (La ballata delle canaglie) nel 2002: c) che questo nuovo non uscirà prima del 2010; la morale sono TRE ROMANZI IN VENTI ANNI! Più che scriverli, li medito.
Stay tuned


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